Gli anni Ottanta sono il periodo più fitto di prestigiose mostre personali e di importanti riconoscimenti nazionali e internazionali: si susseguono mostre personali a Lugano (Galleria Letizia), Genova (Palazzo Doria), Milano (Galleria Modigliani), Roma (EUR Palazzo Esposizioni, Palazzo Polverosi, Hotel Quirinale ecc.), Parigi (Salon des Nations), Cannes (Galleria Martinez-Croisette), Bologna (Accademia Internazionale d'Arte), Venezia (Premio Leone d'Oro), Città del Messico e Stati Uniti con il diploma di "Doctor Of Arts Honoris Causa” dell'Interamerican University of Humanistic Studies, Florida Departement of State.
Parallela alla produzione astratta, caratterizzata dal virtuosismo cromatico più generosamente variopinto nelle opere di grandi dimensioni degli anni Ottanta, diversificata nelle diverse decadi e ben rintracciabile storicamente è la collezione dedicata ai paesaggi della sua terra, il Monferrato astigiano nonché Venezia, città natale della madre dell' artista e luogo di giochi dell'infanzia. In questi soggetti assai spesso il figurativismo paesaggistico accoglie presenze surreali che connotano le composizioni di forti accenti antinaturalistici.
Si tratta del repertorio inconfondibile di figure enigmatiche della pittura di Succi, rintraccibili fin dagli esordi: personaggi giullareschi, maschere beffarde o indagatrici o serene o trasognate engli sguardi accesi; personaggi femminili stilizzati, trasparenze di elementi ricorrenti quali vasi stilizzati in travasi di liquidi (i cosiddetti “acquari”, senal del segno zodiacale e sineddoche dell'Autore): oggetti familiari al suo passato (i sifoni del seltz) o i prodotti umili ma pregiati della sua terra: funghi o i famosi cardi storti di Nizza.
Altro simbolo inequivocabile della sua città, spesso presente non solo in chiave figurativo-paesaggistica, è il cosiddetto "Campanon", l'elegante torre campanaria che svetta dal Palazzo del Comune di Nizza Monferrato (piazza Martiri di Alessandria). Molto ricorrente, quasi un motivo ossessivo, una trama ricorrente, il nome o il cognome dell'autore riprodotti in varie forme e modalità all'interno delle composizioni cromatiche. Notevole la collezione dei disegni a biro su carta prodotta nei diversi periodi di ospedalizzazione che per motivi di salute si susseguirono dal 1985 al 2007. L'ultima collezione di queste serie sarà prodotta in sala di rianimazione nel 2007, come gesto di estremo legame dell'uomo alla vita attraverso l'umile esercizio dell'arte.
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