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PIO SUCCI
(Nizza Monferrato, 18 febbraio 1929 - 30 giugno 2007)

Nato a Nizza Monferrato, in provincia di Asti, Piemonte, il 18 febbraio 1929, da Giovanni Battista Succi, produttore di liquori e seltz, cavaliere di Vittorio Veneto, e da Giuseppina Zanetti, di famiglia veneziana con antica tradizione di maestri vetrai di Murano. Dalla metà degli anni Quaranta dirige piccole orchestre jazz nelle numerose sale da ballo del Piemonte. Dagli anni Cinquanta si dedicherà quasi esclusivamente all'espressione pittorica, fino al 2007.

Rimangono nella collezione privata di famiglia tre dipinti del 1947 dove, insieme a ispirazioni del periodo, si affacciano inconfodibilemente i tratti del gesto pittorico dell'autore poco meno che ventenne.

Autodidatta, artista essenzialmente astratto assolutamente originale, Succi sarà riconosciuto unanimemente dalla critica come uno straordinario Maestro del colore, dedicando alla composizione cromatica il ruolo portante della composizione, in funzione drammaticamente espressiva pur nella varietà dei generi della sua pittura.

Pio Succi firma un'Opera pittorica assai vasta e variegata nei periodi e nelle tecniche, pur mantenendo nelle diverse forme espressive un tratto del tutto originale. Sfiorò diverse correnti senza aderire mai ad alcuna, mantenendo quasi istintivamente, una peculiarità di stile riconoscibile ovunque; negli anni Novanta ideò con il termine di Reattivismo, una formula personale per riassumere la sua produzione meno formale.

 
 

 

Mostre e riconoscimenti 1970-2007
elenco completo
mostre e riconoscimenti
1970 - 2008

 
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_____CRONOLOGIA

   
Anni Sessanta - Settanta___
     
 

 

Mostre e riconoscimenti 1970-1980
1970
1980

Tappa fondamentale per l'evoluzzione dell'artista al suo esordio fu l'incontro ad Alessandria con Carlo Carrà nel 1964, dal quale ricevette un forte incoraggiamento ed espressioni di stima.

Dall'astrattismo formale degli anni Sessanta, a quello figurativo-surreale con inflessioni cubiste negli anni Settanta, alle forme più complesse di composizioni cromaticamente elaborate al limite del virtuosismo nei decenni successivi, Succi firma a ritmo costante una straordinaria e variegata produzione di olio su tela, in grandi e medie dimensioni, oltre ad una innumerevole quantità di stampe e disegni.

I soggetti di questo periodo sono spesso paesaggi metafico-surreali fortemente drammatici nei soggetti (figure umane sezionate su paesaggi apocalittici segnati da profonde fratture) e nei cromatismi, che sovente si spingono lungo la scala del rosso fino ai toni più cupi.

Importanti mostre personali a Milano (via Brera, Galleria Ticino, mostra internazionale Circolo della Stampa) e nel 1979 il il Premio Leonardo Da Vinci a Roma e la nomina di Accademico d'Italia nell'ambito della mostra internazionale di Salsomaggiore Terme suggellano un decennio di intensissima attività.

 

   
 
Anni Ottanta___
     
 

 

Mostre e riconoscimenti 1980-1990
1980
1990

Gli anni Ottanta sono il periodo più fitto di prestigiose mostre personali e di importanti riconoscimenti nazionali e internazionali: si susseguono mostre personali a Lugano (Galleria Letizia), Genova (Palazzo Doria), Milano (Galleria Modigliani), Roma (EUR Palazzo Esposizioni, Palazzo Polverosi, Hotel Quirinale ecc.), Parigi (Salon des Nations), Cannes (Galleria Martinez-Croisette), Bologna (Accademia Internazionale d'Arte), Venezia (Premio Leone d'Oro), Città del Messico e Stati Uniti con il diploma di "Doctor Of Arts Honoris Causa” dell'Interamerican University of Humanistic Studies, Florida Departement of State.

Parallela alla produzione astratta, caratterizzata dal virtuosismo cromatico più generosamente variopinto nelle opere di grandi dimensioni degli anni Ottanta, diversificata nelle diverse decadi e ben rintracciabile storicamente è la collezione dedicata ai paesaggi della sua terra, il Monferrato astigiano nonché Venezia, città natale della madre dell' artista e luogo di giochi dell'infanzia. In questi soggetti assai spesso il figurativismo paesaggistico accoglie presenze surreali che connotano le composizioni di forti accenti antinaturalistici.

Si tratta del repertorio inconfondibile di figure enigmatiche della pittura di Succi, rintraccibili fin dagli esordi: personaggi giullareschi, maschere beffarde o indagatrici o serene o trasognate engli sguardi accesi; personaggi femminili stilizzati, trasparenze di elementi ricorrenti quali vasi stilizzati in travasi di liquidi (i cosiddetti “acquari”, senal del segno zodiacale e sineddoche dell'Autore): oggetti familiari al suo passato (i sifoni del seltz) o i prodotti umili ma pregiati della sua terra: funghi o i famosi cardi storti di Nizza.

Altro simbolo inequivocabile della sua città, spesso presente non solo in chiave figurativo-paesaggistica, è il cosiddetto "Campanon", l'elegante torre campanaria che svetta dal Palazzo del Comune di Nizza Monferrato (piazza Martiri di Alessandria). Molto ricorrente, quasi un motivo ossessivo, una trama ricorrente, il nome o il cognome dell'autore riprodotti in varie forme e modalità all'interno delle composizioni cromatiche.

Notevole la collezione dei disegni a biro su carta prodotta nei diversi periodi di ospedalizzazione che per motivi di salute si susseguirono dal 1985 al 2007. L'ultima collezione di queste serie sarà prodotta in sala di rianimazione nel 2007, come gesto di estremo legame dell'uomo alla vita attraverso l'umile esercizio dell'arte.

 

   
 
Anni Novanta___
     
 

 

Mostre e riconoscimenti 1990-2000
1990
2000

Pio Succi torna a Parigi e a Nice per il premio Douce France 1990 e il riconoscimento dell'Academie Européenne des Arts. Poi ancora Milano, in tre diverse importanti occasioni, e Sanremo (Sanremo World Competition '98).

Dalla metà degli anno Novanta buona parte della produzione si concentrò su di uno stile pittorico che fu definito dall'autore stesso come “Reattivismo”, basato su una tecnica di ceramica a freddo mista a colori puri, su materiali di recupero quali cartone, lamiera, compensato.

Anche la scultura di questo periodo fu per Succi prevalentemente una ricerca su materiali poveri, legni residuati e radici. Restano una collezione di maschere intagliate e uno straordinario ritratto stilizzato in legno di Salvador Dalì.

Altri soggetti paesaggistici ricorrenti sono quelli dell'evasione mediterranea: una notevole collezione è dedicata in parti colare all'isola greca di Santorini, il cui apparente naturalismo solare si colora di tinte marcatamente oniriche, attraverso una visione dal sapore fortemente surreale che fa dell'Egeo un luogo azzurro della mente.

 

   
 
Prima decade Duemila___
     
 

 

Mostre e riconoscimenti 2000-2007
2000
2007

 

Nelle tele di Succi, pur nella varietà dei soggetti, è ricorrente un'atmosfera evocativa di simboli espressivi, talvolta inquietanti oppure fanciullescamente gioiosi, portati alla luce attraverso una straordinaria poesia di forme e accostamenti cromatici. Attraverso queste dinamiche sempre fortemente e magistralmente variate, razionale e irrazionale, astratto e concreto, inquieto e sereno, convivono in modo eternamente alterno in tutta la sua Opera.

In quello che fu il laboratorio dell'artista è oggi la Sala Pio Succi, uno spazio espositivo polivalente aperto al pubblico, intitolato a suo nome, voluto dal Maestro del Colore quale ultimo omaggio alla propria città.

 

   
 
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