L'interazione tra corpo e natura è il tema sul quale l'artista si confronta da anni creando opere mobili e luminose nelle quali pulsa un vulcanico rimescolio di linfe e di liquidi e gassosi, di fondi sabbiosi e di terre sulfuree.
Nelle opere recenti, che alternano il formato tradizionale del quadro con la tridimensionalità dei supporti realizzati in legno tamburato, il sentimento della comune partecipazione ad una universale vicenda di trasformazioni continua a circolare largamente, trapelando in modo più silenzioso attraverso discreti accostamenti di cose diverse: la successione d'un volto, d'una foglia e di una superficie deserta; o introducendo leggeri segnali di mutamento, come l'arioso trascorrere d'un incarnato nel pallore d'un cielo cinereo; o ancora forzando un oggetto sul limite del simbolismo, ma senza sottrargli quella residua fisicità che gli consente ancora di proporsi come un'enigmatica impronta o ferita nel corpo stesso della pittura.
Nella visione metamorfica di Aulitto è venuta crescendo la percezione delle “differenze” che sono coinvolte nei processi di trasformazione e della loro importanza nell'orizzonte dell'esistenza umana, individuale e storica.
Lo sguardo ora si sofferma più spesso e più a lungo sulla scena del mondo, per riconoscervi le cose e gli eventi di cui parlano la nostra esperienza quotidiana e i grandi racconti della storia.
L'arte ritorna a sentire, nella spettacolare circolazione cosmica di linfe e di sangue, la presenza, affascinante e tragica, di quel inestricabile simbolo che è la vita dell'individuo e a interrogarsi sul tempo e sul senso della sua breve ed irripetibile durata.